LE VIE DEL MAGAZINE
Scrivici
EDITORIALE
Editoriale
FOCUS
IL PUNTO
TESTIMONIANZE
SPAZIO DONNA
SU CARTA
SU WEB
PANORAMICA
DAL TERRITORIO
L'INFORMAZIONE
IL CASO
A 360 GRADI
DENTRO LA CITTA'
LA PIAZZA
L'EUROPA
BACHECA
PAROLA CHIAVE

FOCUS - IL PUNTO
Il contributo della formazione professionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale


È sotto gli occhi di tutti il carattere disgregante della società “complessa”. L’affermazione secondo cui ogni differenza rappresenta un valore risulta puramente teorica se non si mettono in atto meccanismi di integrazione sociale che consentano di delineare una convivenza attiva e partecipata, sulla base di una condivisione di criteri etici e di comportamenti sociali.

Tutte le ricerche effettuate nei paesi avanzati denotano l’esistenza di una quota non indifferente di adolescenti e giovani - dal 12 al 15% della coorte di appartenenza - che non raggiunge livelli culturali minimi e che in qualche modo “resiste” ad un’offerta scolastica che pure si è fatta più ampia e diffusa. È un fenomeno nuovo che non segue necessariamente la mappa della povertà, ma rappresenta quella quota di popolazione che presenta uno stile di vita “sregolato” che li porta ad esprimere uno stile di convivenza basato sul mero soddisfacimento delle esigenze soggettive, senza alcuna adesione ai requisiti morali ed etici della vita sociale.

Si tratta di soggetti in situazione di difficoltà e di rischio che vivono condizioni composte da un insieme di diversi fenomeni: a) giovani che non terminano gli studi; b) giovani che si trovano in una situazione di costante (e senza vie d’uscita credibili) precarietà lavorativa; c) giovani per i quali si interessano i servizi sociali, specie quelli territoriali; in particolare persone sottoposte a provvedimento giudiziario per aver compiuto reati di microcriminalità; d) adolescenti e giovani posti in situazione di crisi di identità, oppure di identità debole e labile, che provoca una situazione di anomia, di caduta di significatività delle relazioni familiari e sociali, di difficoltà nel delineare un positivo progetto di vita; e) giovani immigrati extracomunitari che vivono situazioni di grave problematica di integrazione sociale e lavorativa.

Questi ultimi utenti non sarebbero da comprendere nella categoria dei soggetti in difficoltà, se non per la barriera linguistica, mentre il loro progetto personale di studio e di lavoro è solitamente piuttosto forte e molto coerente con le caratteristiche dell’istruzione e formazione professionale, teso cioè ad acquisire una qualificazione che permetta loro di inserirsi nel mondo del lavoro con un ruolo ufficiale e riconosciuto.

Molti di questi giovani si rivolgono alla formazione professionale poiché questa rappresenta un ambiente dal valore pienamente educativo, culturale e professionale, una leva privilegiata per azioni formative di reale integrazione sociale che mirano alla dotazione di competenze esercitabili nel contesto civile e sociale. L’istruzione e formazione connessa alle professioni qualificate e tecniche costituisce una via di pari dignità pedagogica in grado di soddisfare i requisiti del profilo educativo, culturale e professionale, aperta a ulteriori tappe della formazione superiore e dell’alta formazione non accademica, secondo le indicazioni europee.

Inoltre, tale modello pone la centralità dell’esperienza reale nei processi di apprendimento.È convinzione diffusa che le conoscenze non possano essere ricondotte unicamente a materie, discipline o aree culturali. Da ciò consegue che compito della scuola non è trasmettere le nozioni, quanto dotare l’alunno di una conoscenza pertinente, quella capace di collocare ogni informazione nel proprio contesto e se possibile nell’insieme in cui si inscrive. Si può anche dire che la conoscenza progredisce principalmente non con la sofisticazione, la formalizzazione e l’astrazione, ma con la capacità di contestualizzare e di globalizzare. Se le conoscenze sono - accanto alle abilità - un ingrediente della competenza, va costruito un processo di apprendimento su compiti reali che stimoli gli allievi a ricercare soluzioni ai problemi sapendo mobilitare le capacità, conoscenze e abilità pertinenti in vista di un prodotto reale di valore, di cui andare orgogliosi.

La proposta della formazione professionale acquisisce in questo modo un significato nuovo, come capacità di porre il soggetto in una situazione di cimento personale, dove si sviluppano esperienze di vita che consentono un cammino di nuova identità - e quindi di nuova socialità - basata sulla relazione immediata con gli altri e sulla capacità di “essere utile” mediante l’esplicazione di un servizio.

In tal senso la formazione è un processo che si sviluppa in un’esperienza reale, attiva, dove la persona si gioca nelle situazioni in modo diretto, mettendo alla prova il proprio patrimonio di conoscenze, di abilità e di personalità, senza più la presenza di istituzioni-protettrici. È per questo che si può delineare un punto di convergenza tra la componente formativa dei sistemi di istruzione e quella dei luoghi di lavoro.

Diventa qualificante, in tale ambito, caratterizzare l’intervento secondo un approccio formativo peculiare, assolutamente non scolastico, in grado di avvicinare l’utenza adolescenziale e giovanile più difficile, offrendo ad essa una proposta secondo la metodologia della “seconda opportunità”.

La formazione professionale ha molto da offrire in termini di soluzioni organizzative, didattiche, relazionali, di percorsi di inserimento ricchi di significati e di capacità.

Di notevole rilievo è la strategia dell’alternanza formativa, che consente un ventaglio di opportunità molto più ampio di quello consolidato. Ciò per favorire percorsi misti di formazione-lavoro, valorizzando le capacità formative degli operatori artigiani e delle piccole e medie imprese.

 


Torna alla copertina.

LE VIE DEL MAGAZINE
Ultima Ora
  • Strategia della Commissione Europea per investire sui giovani
  • Licei riformati: indicazioni nazionali sui programmi
  • Rapporto Istat: una fotografia dell’Italia nel 2009
  • Sulla GUCE Relazione su “Istruzione e formazione 2010”
  • Modello per la certificazione delle competenze
  • Bacheca
  • “Sostenere la passione e le competenze”
  • Religioni culture e diritti umani
  • Il metodo Montessori oggi
  • Una pastorale efficace di scuola cattolica: seminario di studio
  • Primo Rapporto sull’orientamento in Italia
  • Faq
  • CIOFS-FP di Vittorio Veneto: aperto l’anno formativo
  • CIOFS-FP Lazio: Operatore della Ristorazione
  • CIOFS-FP Vittorio Veneto: inaugurazione dell’anno formativo
  • «L’intelligenza nelle mani». Meeting Interregionale dell’obbligo formativo
  • Una esperienza da moltiplicare
  • IL CIOFS/FP
    La Redazione | Il Logo | La Mission | Privacy
    Copyright ©C.I.O.F.S./F.P. 2001 - Tutti i diritti riservati
    Sito ottimizzato per una visione 800x600 a 65.536 colori