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PANORAMICA - DAL TERRITORIO
L’accoglienza della persona negli sportelli di orientamento CIOFS


Il CIOFS-FP Lazio ha partecipato ai lavori del Comitato Eda 2006/2008 (Educazione permanente adulti) del I e IX Municipio di Roma, costituitosi per avviare una rete dei servizi di informazione e orientamento e mettere in collegamento scuole, cfp, cpi e volontariato sociale per programmare attività e dare informazioni secondo criteri condivisi. I responsabili delle varie strutture hanno lavorato e sperimentato un modello che ha fornito le basi per la nuova progettazione 2009/2010 per effettuare analisi del fabbisogno, informare, diffondere e sensibilizzare riguardo alla formazione professionale e creare servizi integrati di accoglienza e orientamento.

Il seguente intervento è stato elaborato per il seminario “Orientare nell’era della complessità” del 14 aprile 2010 quale contributo dell’esperienza degli sportelli di orientamento del CIOFS-FP Lazio.

Il tema dell’incontro, che ha come argomento le potenzialità della rete per “orientare al cambiamento nell’era della complessità” mi fa ripercorrere la mia esperienza di docente nella fp e l’impegno, ormai da 14 anni, nei servizi di orientamento attivati nel 1996 con tre sportelli territoriali in convenzione con la Regione Lazio per la diffusione delle informazioni su istruzione, formazione e lavoro e il supporto alle politiche attive di auto impiego e consulenza orientativa.

Proprio per l’esperienza di questi anni so che è forte tra gli utenti l’esigenza  di qualificarsi per inserirsi nel mondo del lavoro ma conosco la difficoltà di alcuni di acquisire categorie di giudizio nei confronti della realtà sociale, economica e professionale.

Il nostro lavoro partito da un concetto di “servizio alla persona” connesso alla mission del nostro Ente si è sviluppato attraverso l’incontro concreto e quotidiano con i bisogni reali delle persone. Posso quindi individuare delle parole chiave essenziali per riassumere la nostra esperienza:

-         accoglienza - come ascolto attento e partecipe della richiesta esplicita e della situazione dell’utente;

-         centralità della persona – come punto di partenza per la precisazione della domanda;

-         rete – come trama di rapporti che permette un supporto complessivo dei bisogni dell’utente;

-         opportunità - come possibilità di sviluppo di un progetto personale sul territorio di riferimento.

La prima richiesta da soddisfare è la diffusione capillare delle informazioni; quindi quando un utente si presenta al nostro servizio di accoglienza cerchiamo attraverso l’intervista iniziale di favorire la precisazione della domanda che spesso risulta confusa (ad esempio “cerco un corso di informatica”...) e un confronto tra i propri interessi e capacità e le competenze richieste dal mondo del lavoro, che talvolta è percepito attraverso luoghi comuni (se conosci l’informatica e le lingue trovi subito lavoro, senza specificare “quale” informatica o “a quale fine” le lingue).

Bisogna inoltre tenere presente che l’orientamento è un’azione diversificata che deve partire dalle aspettative dei destinatari per contestualizzare la risposta e cercare attraverso il colloquio di attivare il confronto tra le potenzialità dell’utente e la realtà per suggerire occasioni e possibilità, ma anche un giudizio di valore sulle opportunità disponibili.

In questa prospettiva il collegamento di rete risulta essenziale; infatti, chi si occupa di orientamento si trova ad essere in prima linea nelle politiche attive a favore della formazione e dell’occupazione, ma, per riuscire nel proprio intento, deve poter contare su una azione coordinata di forze ed istituzioni territoriali che siano in relazione costante e continua per integrare in modo fattivo le varie realtà ed offrire opportunità concrete di risposta a problemi che si incarnano nelle situazioni e nelle problematiche dei vari utenti.

 

Posso segnalare i casi di utenti stranieri che vengono da noi con la richiesta di un corso, che dia loro opportunità lavorative: l’impegno maggiore con queste persone è quello del confronto tra le aspettative e i desideri e le possibilità che la nostra realtà può offrire loro.

Un esempio si riferisce ad un utente venuto nel mese di ottobre dall’help center della Caritas e che parla solo inglese. Nel suo paese ha fatto il muratore e al suggerimento di un corso di lingua italiana lui oppone un netto rifiuto chiedendo aiuto nella ricerca del lavoro. Compiliamo un CV in lingua italiana, rispondendo ad alcuni annunci di richiesta del personale. Il tempo passa e mi preoccupo ogni volta di ciò che dirò al ragazzo quando verrà a colloquio, perché la tenacia delle sue idee non viene meno nonostante gli esiti negativi delle richieste perché non parla e capisce l’italiano.

Il ragazzo rischia di perdere il posto nel centro di accoglienza che lo ospita perché non sa rispondere ad una comunicazione telefonica urgente, ma dopo questo episodio si contatta la preside di un CTP che lo accoglie in un corso di lingua italiana.

Avere una rete territoriale di diversi servizi ha permesso all’utente di essere accolto rispettando le sue particolari esigenze in una prospettiva di integrazione attiva.

Chi si occupa di orientamento si confronta quotidianamente con situazioni che richiedono soluzioni concrete, la complessità degli interventi risiede nella peculiarità delle condizioni personali dell’utente (cultura, situazione personale, competenze e conoscenze) e nelle opportunità/limiti del territorio di appartenenza. Armonizzare questi poli non è sempre facile e non si può fare tutto da soli, per questo è necessaria l’integrazione tra le Agenzie e le Istituzioni per realizzare politiche attive dell’occupazione e della formazione.

Lo sforzo di creare reti fra servizi è molto diffuso come discorso istituzionale, ma sono convinta che una rete funziona se coloro che sono preposti ai servizi del territorio si coinvolgono in prima persona mettendo da parte la difesa di funzioni, di prestigio o di privilegi e cercano di impegnarsi ad offrire soluzioni per i singoli casi.

La rete infatti non si costruisce per decreto, ma si incarna nella disponibilità delle persone che appartengono ai servizi del territorio ed il lavoro dello sportello di orientamento CIOFS consiste proprio nel preparare gli utenti ad un rapporto dialettico con la realtà per la realizzazione del proprio progetto formativo o professionale.

 

Santina Mongardini è formatrice e coordinatrice dei servizi orientativi presso il CIOFS-FP Lazio


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